PRIMI PASSI NEL BLOG PARAVIA

Solo, nell’orto, il girasole

Un bel po’ di tempo fa la maestra Anita ci ha portato dei semi di girasole dicendo:- Ce li ho da qualche anno, non so se sono ancora buoni.

Li abbiamo seminati lo stesso sperando che fra tanti ce ne fosse qualcuno ancora vitale e…..

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Una bellissima storia:

In un tempo lontano, in una bella distesa di grano,  nacque un nuovo fiore.  Era diverso da tutti gli altri e le spighe,  lo guardavano con diffidenza.

– Un estraneo tra noi-  dicevano – che sciagura, rovinerà lo splendido panorama che solo noi riusciamo a creare!

A volte lo prendevano in giro, la spiga Gina diceva: – Ma guardati, sei proprio strano, sei troppo giallo, sarai malato? –
E il fiore dal lungo stelo, si sentiva sempre più solo, sempre più triste e,  mentre cresceva,  la sua testa si chinava in basso,  per la vergogna di essere diverso.
Le spighe, vedendo che il nuovo arrivato non si difendeva neanche, presero ancora a elogiare le loro qualità , facendo sentire il nostro fiore ancora più inutile.
Dicevano in coro: – con il nostri frutti si fa la farina, con la farina si fanno i biscotti,  le torte e pure la pastasciutta di cui ogni creatura va ghiotta! –

Le spighe gemelline gli dicevano: – E  tu, dicci un po’, a cosa servi? Secondo noi proprio a niente!
Lo strano fiore si chinava sempre più a guardar la terra! Ma un giorno passò di lì una donna con il suo bambino, e le spighe eccitate dai complimenti che sapevano avrebbero ricevuto, si sussurrarono l’un l’altra a bassa voce: – Coprite il buffo fiore, di modo che non lo possano vedere! –

Ma il bambino curioso notò lo strano fiore tra le spighe di grano, fece avvicinare la sua mamma, e le chiese: – Mamma cos’è questa pianta, a che serve, perché è così china?
La donna lo guardò, riuscì a sentire la sua solitudine e si commosse, versò una lacrima che finì proprio al centro del cuore del giovane fiore, che sentì per la prima volta un’emozione d’amore.

– E’ un girasole, il più bel fiore – disse la mamma, è nato per caso tra le spighe di grano e non sentendosi accettato, ha chinato il capo, forse non sa che i suoi tanti fratelli sono talmente belli e talmente fieri da avere il capo eretto per guardare in faccia il sole.
E poi, piccolo mio, immagina che questa distesa di grano sia un bel piatto di pastasciutta condita da un filo d’olio, il frutto del suo girasole –
Da allora il girasole alzò il capo per guardare il sole da mattina fino a sera, ma senza rancore per le sorelle spighe, che chiesero perdono per il male causato, ma soprattutto capirono che un fiore non è peggiore solo perché diverso, che ogni creatura porta dentro di sé la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza . Compresero anche che invece di canzonarlo per tanto tempo, avrebbero semplicemente potuto aiutarlo.

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Il nome scientifico del girasole è Helianthus. Appartiene alla famiglia delle Asteracee.

Il fusto può arrivare a 3 metri di altezza, mentre il diametro della corolla può raggiungere i 30 cm.

Il nome comune italiano deriva dal fatto che la corolla ruota seguendo il corso del sole.

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Per i più grandi:

Lo studio di alcuni girasoli selvatici ha portato alla scoperta di un meccanismo di nascita delle specie. Almeno tra le piante.
Incrociare due specie simili potrebbe portare alla nascita di un’altra forma di vita molto più resistente alle condizioni ambientali. È la conclusione cui sono giunti alcuni ricercatori dell’università dell’Indiana e di altre università statunitensi e francesi, studiando la nascita e la costituzione genetica di alcune specie del genere Helianthus, cui appartengono il comune girasole e il topinambur, un girasole selvatico che vive sulle rive dei corsi d’acqua.
Iniziato circa 15 anni fa, lo studio dimostra come l’improvvisa “miscela” di specie diverse può creare supercombinazioni di geni che rendono possibile la sopravvivenza anche in ambienti difficili, come il deserto o le paludi salate.
Lo studio della costituzione genetica di alcuni girasoli americani ha dimostrato che due specie (Helianthus annuus e H. petiolaris) sono quelle da cui sono derivate molte altre. E tre di queste ( H. anomalus, H. deserticola e H. paradoxus) vivono in ambienti durissimi; le dune, il deserto e le paludi salate. Sembra quindi che l’ibridazione porti all’acquisizione rapidissima di caratteri utili per colonizzare ambienti estremi; una scoperta importante per capire come funziona la nascita di nuove specie.
(tratto da Focus.it)

Come creare un girasole con la pasta di sale:

4 commenti »

  1. Per quelle contiamo sul tuo aiuto, caro nonno Peppino. Non ci abbandonerai mica, vero?

    Commento di Maestra Sandra — 23 settembre 2010 @ 18:09 | Rispondi

  2. Prepariamoci per le semine invernali.

    Commento di nonno Peppino — 22 settembre 2010 @ 16:39 | Rispondi

  3. Bravi!
    Complimenti per il pollice verde! Interessante tutto e molto ben fatto.
    Chissà che l’anno prossimo non vi “rubo” l’idea”
    Buona e proficua estate.
    Alessia

    Commento di alessia — 29 giugno 2010 @ 14:31 | Rispondi

    • Grazie Alessia, prendo in prestito una frase di George Bernard Shaw per risponderti:
      «Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.»
      Buone vacanze!!

      Commento di Maestra Sandra — 30 giugno 2010 @ 01:22 | Rispondi


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