PRIMI PASSI NEL BLOG PARAVIA

2 aprile 2012

SUL FIL DI LANA


Un esperienza della classe IV

Questo inverno, costretta a letto da una portentosa influenza, ho pensato di “rispolverare” un piccolo attrezzo, dimenticato da decenni in un cassetto: l’ UNCINETTO. Ho realizzato 3 cappelli di lana e così mi è venuta l’idea di far vedere ai miei alunni come si realizzava, nel passato, ogni tipo di indumento partendo dalle mani e da un piccolo attrezzo….

Un successo da non credere!!

Tutti volevano provare a lavorare e, realizzando le cose che mostriamo qui sotto, pian piano hanno contagiato anche alunni di altre classi.

Davvero non pensavo che lavori basati sulla pazienza potessero trovare oggi, nell’era della supertecnologia, tanti fans carichi di curiosità e passione…

MA PERCHE’ L’UNCINETTO A SCUOLA? QUAL E’ LA SUA UTILITA’?

Abbiamo trovato molte risposte:

  • permette di sviluppare una buona manualità fine
  • sviluppa e rafforza il coordinamento oculo-manuale
  • esercita la memoria e la concentrazione
  • è divertente e fa socializzare
  • sviluppa la creatività
  • è matematica
  • è ritmo
  • è arte
  • è educazione ambientale se ricicliamo vecchi maglioni o altro (volendo anche i sacchetti di plastica)
  • è intercultura
  • è un ponte col passato
  • è un modo per non perdere un’arte antica che raramente oggi viene tramandata, come una volta, di madre in figlia

Storia e origini dell’uncinetto

(immagine 1)

Le origini della lavorazione all’uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud ed esempi se ne ritrovano già nella cultura egizia. Alle volte l’uncinetto è stato lavorato su fini uncini con filati molto sottili che producevano un delicato tessuto, oppure è stato lavorato con filati più spessi su grossi uncini dando origine ad un tessuto compatto e denso. Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali; dagli Africani che lo usavano per fabbricare i copricapi dei loro capi tribù; dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli.La forma di uncinetto più delicata ebbe origine in Italia nel XVI secolo ed esso veniva soprattutto usato dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa.

Come è fatto l’uncinetto

L’uncinetto è costituito da un normale bastoncino munito ad una estremità di un uncino che serve per prendere e guidare il filo. Oggi essi sono fatti a macchina, normalmente in alluminio o acciaio rivestiti di plastica, ma possono anche essere in legno e persino in avorio. Possono avere diverse dimensioni: da 0,60 mm, per cotone fine, a 10,00 mm per filato molto grosso e, dal momento che l’ uncinetto non serve per reggere i punti, come il ferro per il lavoro a maglia, ma solamente l’occhiello di lavorazione, hanno tutti una lunghezza standard che è di circa 20 cm.
L’uncinetto di solito è schiacciato al centro per permettere una migliore impugnatura.

Tipi di uncinetto

Uncinetto classico – 15 cm
ma ne esistono anche da 6 cm, e fino a 20 cm

uncinetto tunisino a doppia punta- da 15 fino a 30 cm

Uncinetto tunisino con chiusura su un’estremità e punte intercambiabili

I filati

Filato con torsione a Z e a S

Il filato è l’insieme fibre tenute assieme da una torsione a formare un filo. La torsione può essere destra (indicata con la lettera Z) oppure sinistra (indicata con la lettera S). La torsione è destra quando le fibre sono disposte in spirali che salgono verso destra; sinistra quando le spire salgono verso sinistra.

I filati da utilizzare per il lavoro all’uncinetto possono essere molto differenti e, a seconda del filato si ottengono effetti diversi. Il cotone e la seta producono un tessuto delicato simile alla tela del ragno, il filato molto grosso può essere usato per indumenti e per articoli domestici. Per realizzare lavori creativi e piacevoli si possono usare, oltre il cotone, la lana e la seta, la corda, il lino, la canapa, la juta, ma anche lo spago che da soli, o uniti ad altri filati, danno risultati insoliti e molto particolari.

RICICLO: Anche la plastica dei sacchetti della spesa, tagliati a strisce, oppure vecchie magliette T-shirt ( tagliate in un’unca striscia a spirale) possono costituire un resistentissimo filo per realizzare sottobicchieri, borse, tappetini e tutto ciò che la fantasia può immaginare.

I punti base

  • Catenella

il primo punto della catenella è costituito da un cappio annodato dentro cui si fa scorrere l’uncino per raccogliere il filo di lavorazione e farlo passare attraverso. La catenella è l’inizio di ogni lavoro e può essere lunga a piacere, ma compare anche durante la lavorazione. Ha l’aspetto di una morbida catena di filo (vedi immagine n° 1).

  • Punto alto

consiste nelle seguenti operazioni: sull’uncinetto, infilato nell’ultima asola realizzata, 1 raccogliere il filo da lavorare, 2 con l’uncino entrare nella catenella sottostante, 3 prelevare ancora un filo e passarlo attraverso appunto quella catenella in questo modo si hanno sull’uncinetto tre asole aperte,(gettate), 4 raccogliere nuovamente il filo di lavorazione e chiudere le prime due asole passandovi attraverso, si hanno ora due asole, 5 raccogliere ancora il filo e chiudere le ultime due asole. rimane un’asola.

  • Punto basso

si lavora come il punto alto ma elimina i passaggi 1 e 4.

Altri punti

  • Mezzo punto alto (o mezza maglia alta)

  • Punto altissimo ( oppure doppio punto alto)

Ecco cosa abbiamo realizzato noi (per ora):


Come realizzare una presina rotonda

—-

Lavorazione in tondo per un cappello – 1^ parte

Lavorazione in tondo per un cappello – 2^ parte

Lavorazione in tondo per un cappello – 3^ parte

2 commenti »

  1. Mi fa tanto piacere avere notizie dalla Maestra Sandra, ammiro il suo dinamismo e voglia di fare.
    Io sono sono sempre impegnato nella realizzazione degli orti a suola.
    Nonno Peppino.

    Commento di peppino — 3 aprile 2012 @ 10:20 | Rispondi

    • Ciao, nonno Peppino, che piacere sentirti!!!
      Anche noi stiamo continuando l’esperienza dell’orto, anche se faccciamo i salti mortali per gestirlo. Dopo i tagli inflitti dalla Gelmini abbiamo perso la compresenza, indispensabile per fare esperienze di laboratorio. Lavoriamo con orari impossibili, con copertura di mense extra e ci siamo sobbarcati pure il fardello di alcune materie in più. In una situazione come quella che ti ho brevemente descritto (ma ce ne sarebbe da dire!) è diventato difficilissimo continuare a fare “laboratori”. Tutte le attività, compreso il blog, vengono realizzate grazie alla nostra passione e generosità. Un abbraccio da tutti noi e quando puoi, vieni a trovarci. Sarai il benvenuto!

      Commento di Maestra Sandra — 3 aprile 2012 @ 21:33 | Rispondi


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